sabato 9 maggio 2009

Panta rei




Del tempo che vola via...

restano tanti ricordi ...


non svaniscono mai anche se sembrano lontani.


nuove pagina da scrivere...


un nuovo attimo...


"Panta Rei" ...


tutto scorre...

ma non scorreranno mai i momenti felici...

le amarezze provate...

perchè nello scorrere ineluttabile del tempo...

quelli sono solo nostri e ci appartengono.


mi sento come una goccia d'acqua del mare...

mutevole...


ogni qualvolta che ci bagneremo in quella acqua...

non sarà mai uguale...


Tutto scorre e quei momenti che passano...

non tornano mai indietro...


ai nostri occhi appare un mondo talvolta effimero

in cui nulla resta com'è...

noi stessi non siamo mai gli stessi...


tutto cambia anche se a volte non ce ne rendiamo conto


vediamo la stessa nostra vita correre via velocemente

e della stessa ben poco riusciamo a trattenere..


passano i giorni...

e tutto cambia


persino il cielo è sempre diverso

e le maree... e lo stesso vento...


cambiano tante cose


anche i nostri sogni...

quelli per i quali un tempo avresti dato la tua stessa vita

per "trattenerli"


e come un fiume in piena... la nostra vita scorre...

travolgendo tutte quelle pietruzze colorate...


e in quell'acqua dove ti specchi vedi

lo scorrere della tua vita...

e ritorni con la mente quando eri nel grembo di tua madre...

e uscendo da quell'acqua sei andata alla ricerca di una nuova vita

... una nuova luce...


quell'acqua che scorre impetuosa...

riesce a trascinare via anche quei massi pesanti...

che ostruiscono gli sbocchi


e allora riprendi a scorrere...

assaporando la bellezza dell'andare...


e allora penso...

che anche se tutto passa...

c'è qualcosa che il tempo e gli avvenimenti non possono strapparti via...


e sono "i nostri sentimenti"


il sentimento dell'esserci

per te... per gli altri...


e quello che tu provi riesci a percepire che non è corruttibile

è sempre vivo...

è "AMORE"

perchè il tempo non spazza via chi sei...


tu "AMI" comunque sia...

e quella stessa vibrazione che ti scoppia dentro...

tu sai che esiste...


non può nè diminuire nè aumentare...

perchè l'amore non ha misura...

non è questione di "quantità"...


"l'amore è"


"Panta rei"


tutto passa...


Ma l'amore non passerà mai!


lunedì 19 gennaio 2009

La ragazza di un tempo











Ho ascoltato Fabrizio De Andrè per la prima volta a quindici anni.
Era il periodo delle grandi trasformazioni adolescenziali.
Mi chiamavano "la pasionaria" per il mio modo di vivere e vedere le cose,
per il coraggio nell'alzare la voce davanti alle ingiustizie del mondo:
dalle realtà a me più distanti,
alle stupide sofferenze liceali per questo
o quello stronzetto che usciva dalla mia vita
senza spiegazioni.
Affrontavo lotte in grande e in piccolo, nella mia stanza e nelle strade calde
di Palermo.
La rassegnazione non aveva spazio, né tempo per me,
semplicemente non esisteva.
A quindici anni, ti senti padrona di te e del mondo.
Spieghi le ali al vento senza alcuno sforzo e plani sulla terra
come fossi abbastanza potente
per guardare tutti dall'alto.
A quindici anni sognare qualcosa significa avere davvero
le potenzialità per raggiungere i tuoi obiettivi.
E ci credi con tanto trasporto che quasi trovi piacere
ad incontrare ostacoli sul tuo cammino.
A quindici anni conosci l'amore, con tutti i suoi difetti,
ma sei meravigliosamente in grado di rialzarti dopo un fallimento,
una sconfitta, un tradimento che rapidamente dimentichi tutto
all'arrivo di un nuovo altro amore.
A quindici anni giochi con la passione,
con gli eccessi e le stravaganze.
Ami,
soffri,
urli,
parli sottovoce e poi nuovamente gridi forte,
magari davanti a un mare sconfinato,
non curandoti di chi ti stia attorno.
Piangi e immediatamente riacquisti il sorriso
con un pacco di biscotti
in compagnia delle amiche
A quindici anni non passi frettolosamente dalle vite diverse dalle tue,
le assapori.
A quindici anni ti soffermi ad ogni piccola insenatura delle strade altrui.
E lasci un segno.
De André aveva una voce così familiare per me.
Sembravo ripetere i testi delle sue canzoni a memoria,
anche al primo ascolto.
Oggi, ricordo con affetto la mia adolescenza.
Come la maggior parte delle persone,
la rimpiango.



Sono ancora una pasionaria.
Purtroppo, però, qualcosa mi ha zittito.
Si è spezzato un filo importante con il mio passato:

sono totalmente muta e incapace di planare sulla mia vita.
Occhi bassi, viso cupo, mani raggomitolate, passo dinoccolato, paura.

Grande paura del mondo.
Soffro per quello che mi circonda e non mi piace.
Incontro ancora persone del mio passato che propongono questa o quella rivolta,

magari una semplice mail di protesta da girare, una raccolta firme.
E con spento, apatico interesse, collaboro per qualche istante

per poi rintanarmi tra i pensieri più intimisti, chiusi.

Mi distraggo, quindi, con grande facilità da ciò che,
un tempo, aveva tutte le carte per essere una delle mie ragioni di vita:

le sorti dell'umanità.

Adesso tremi come una foglia davanti al futuro.

Adesso passi più tempo con te stessa che con il mondo.

Adesso ti senti sconfitta e impotente;

hai la testa bassa, una bilancia da fissare ogni mattina dopo la doccia,

qualche amico che ti ama e un profondo senso di debolezza.

Adesso ti trovi nel limbo fra la vita reale e quella che un tempo desideravi.

Adesso hai già visto tanti come te abbandonarsi alla totale rassegnazione
e ne hai paura, soprattutto perché senti di specchiarti perfettamente in loro.



Adesso hai ancora tanti sogni che non ti è permesso di realizzare.



Alla mia età, sei in perenne conflitto, come spaccata in due.



Quello che vuoi, non è semplice da ottenere,

nel mio caso, fra l'altro, appare impossibile.
C'è, però, qualcosa nella mia età che mi fa sorridere.

È quel portato di esperienze che mi ha fatto arrivare fin qui.

Il conflitto riguarda quello che sogni e quello che ti viene offerto.

In fondo,
quello che sogno non è poi così diverso da quello che volevo.

Probabilmente raggiungerlo comporta il triplo dei sacrifici,

ma chi dice che non possa arrivarci?

Un amore mancato, una battaglia politica persa,

un fiore calpestato maldestramente?

Credo che, in fondo, visto come vanno le cose oggi,

porto ancora dentro di me qualcosa di importantissimo:
una sensibilità.

Forse meno esasperata e raggiante,
ma che, certamente,
continua a rappresentare un forte moto interiore che prima o poi
verrà fuori e mi permetterà di vedere le cose con meno pessimismo.

Sono una persona strana, contraddittoria, me lo dicono in tanti.

Grande sognatrice e pessimista.

Apro e chiudo la mente senza sosta.

Mi concedo e scappo dagli altri rapidamente.

Quasi come un battito cardiaco che prima presenzia e poi scompare.

A pensarci bene, nella musica dai ritmi incostanti,
con frastuoni e sospensioni,
ritrovo quel piacevole senso di pace,

regalatomi, forse, sin da quando mia madre mi portava in grembo.

Stare ancora sul suo petto ad ascoltarle il cuore mi rilassa.

Scrivo, compongo, corro, fremo, piango.

Mi sforzo di amare me stessa,
quando so benissimo che mi sto preparando al grande arrivo.

Di tutti quelli che, volenti o nolenti, si sono fermati nel mio cammino,
uno solo, forse, avrebbe potuto ricevere tutto quello che mi porto dentro.

E allora, come mi sforzo di ripetere, quasi sussurrando una litania,

"chiudo un libro per aprirne un altro",

con l'auspicio che il ruolo di passante nella vita di un uomo possa avere fine,
per prenderne un altro,



quello di pasionaria, la ragazza di un tempo.






martedì 18 novembre 2008

Le cicatrici dell'anima










Le cicatrici dell'anima si imparano ad "amare"


con il tempo, quando riusciamo a scorgerne
solo i lati positivi

Solo una volta elaborati riusciremo a capire

che quel che è stato ieri ci serve

per oggi e ci servirà soprattutto domani.

Guardo le mie cicatrici, grandi e piccole,

superficiali e profonde,

vicino al cuore e lontano,



e mi rendo conto che mi sono servite

per guardarmi in ogni piccola sfaccettature.



A questo servono le cicatrici ...


affinchè ricordandole



ci togliamo un po' di pesi dal cuore e dall'anima,



per capirsi meglio.



E se a volte sanguinano ancora



significa che c'è del lavoro da fare,



magari solo ancora per un po',



magari ancora un po' di salita,



ma è così che deve andare,



perché si cresce solo



al prezzo di quelle piccole cicatrici...

Marina


















La Danza del cuore


martedì 28 ottobre 2008

VITA VITA VITA




Piano procedi piano.

La pacatezza .. il silenzio ..

la serenità indica l’armonia da te raggiunta.

Lacrime calde solcano il tuo bel viso.

Occhi fieri, indomiti, belli come la luce del sole ti osservano,

ed anche tu attraverso i Suoi osservi.

Blasfemia, bestemmia echeggiano nell’etere,

impregnano il piccolo mondo abitato dall’uomo.

La luna argentata rischiara il paesaggio,

unica consolazione dei viandanti,

degli emarginati,

dei superstiti.

I Suoi occhi guardano ..

ti guardano.

Sai poco ..

quasi nulla.

Lasci che il cuore ti abbracci con tenerezza

ma forza:

forza impalpabile,

forza che impregna tutto di sé.

Tu piccolo essere sei lì.

Quale destino ti è stato donato ?

Quale scopo devi perseguire per realizzarlo ?

Stelle luminose nel cielo profondo ammiccano.

Esse ti indicano il percorso, l’unico che porta a destinazione.

Ma esse non parlano ma sembrano sorriderti.

Non vendono illusioni.

Loro sono lì e danno prova con la loro presenza

che esiste qualcos’altro, che vive assieme a te uomo.

Uomo...

sii Uomo...

Donna...

sii Donna.

Vecchio...

sii Vecchio.

Bimbo cresci.

L’universo stellato ti attende.

Tuo Padre ti chiama ..

rispondigli senza timore.

Non puoi guardarlo ..

ne saresti incenerito.

Allora ?? ..

Intuiscilo ed amalo con tutta la forza del tuo cuore.

Ama con tenerezza di figlio.

Rivolti a Lui quando stanco ed oppresso.

Chiedigli di liberarti dalle catene che legano le tue ali.

Ali spiega.

Ali volano in cielo

Ali verso il cielo

Ali di lacrime e dolore

Si.. ora sei libero…

Vola Ama e sarai amato

Vai e non ti fermare più.

Orecchie silenziose ..

esse non servono più.

Un nuovo linguaggio che non si articola più con labbra

ma nutre e si nutre di amore.

Angeli volano attorno a te, ti sostengono, ti esortano.

Ti prego non mollare

Ti prego resisti

Tra poco sarai giunto a destinazione.

La tua casa.

La tua stanza.

Tuo Padre e tua Madre sono lì che ti aspettano.

Su coraggio un ultimo sforzo. …

e poi Pace ti inonderà

annegherai nel suo amore e

da quell’ amore risorgerai a nuova vita.

Vita unica che non si annienta in altra

ma coesiste assieme a tante altre

per formare un grande unico corpo ed unico popolo.


VitaVitaVita

Renato

lunedì 27 ottobre 2008

Da un Albatros

Ogni tanto inequivocabilmente in alcuni post il discorso cade sulla fede
e molte volte non si può nè parlare della propria ne tantomeno giudicare,
nel profondo rispetto sia delle persone che del loro modo di viverla

A volte penso che una delle cose di cui non si può disquisire
è proprio questa.. troppo personale... troppo legata alle situazioni..
troppo profonda per poterlo distenderla in uno spazio di discussione.

Non voglio più fare parole... forse anche io ne sto facendo tante..

Per me la fede è cosa semplice nella sua complessità..
vivo la mia vita normalmente.. senza bulloni che la costringano
ma con più morbidi elastici .. direi comparsi all'occorrenza..
che tendondosi ti fanno capire..

Ma poi.. perchè la fede deve essere staccata dalla vita
o meglio ... dalle cose belle della vita..

perchè emozionarsi per un gol di schevcenko per un film
che ti incolla per un'ora
e non per un uomo meraviglioso come Padre Pio che quando
il dottor Sanguinetti morì .. ad un crocefisso appeso su una scala
disse piangendo " Se sapevo che te lo volevi prendere
te l'avrei strappato dalle mani........"


Se ho incontrato Dio... quante volte

Nelle preghiere a cuore puro.. ma ammetto che per me è un pò raro

ma anche e sopratutto è su strade d'amore che si incontra ..
oh si... li arriva anche se non lo chiami..

Ero in chiesa ricordo.. e guardando una locandina ho sentito
non una voce ma una sensazione..
" Tu chiedi sempre.. ma pure io ho bisogno di te.. "

Sono andato in ospedale a dar da mangiare in Ospedale a chi non poteva..
ebbene... alle ogni sabato 11 e 30 lo sentivo sempre con una bicicletta
accanto alla mia.. e tanto vicino da poterlo quasi toccare....

E non sono mai tornato a casa con la mia bici a mani vuote...

Ho sempre evitato discorsi troppo teorici perchè Lui cerca ben più
delle parole..
sarò un buon cristiano.. o forse no.. ma sa che se mi chiama io arrivo...

per il resto..... forse sorride bacchettandomi con un segno di mano..

e tira .. quando vado oltre.. tira quell'elastico al dito..


Ma a volte voglio trovarlo diversamente.. voglio sentirlo.. sopratutto
quando la fede traballa un pò..
ma non è facile raggiungerlo però.. forse aspetta per quanto io ne sia capace..

Se aspettasse me figurati.....
ma a volte dopo qualche sforzo.. senti una pace ed un senso più profondo
della vita e delle cose che ti vien voglia di sentirlo sempre..
E sempre quel sorrisetto ironico.. "se non mi muovevo io e mò tu arrivavi.."

Ma Lui sa dove posso trovarlo con i miei poveri piedi..

Ricordo una volta.. veniva una ragazzina russa.. ospitata in casa dei miei
suoceri perchè noi ancora non eravamo sposati..
Ed una volta mancarono degli oggetti d'oro..
I ragazzi dell'istituto forse per qualcosa che non capiremo mai o per sopravvivere
a quell'inferno... molte volte prendono qualcosa.. si sa

Ma lei non poteva farlo... non ci sarebbe stato consentito di ospitarla più..
sarebbe scoppiato un caos.. ma quegli orecchini non si trovavano..

Ero disperato .. e quella sara lo pregai dicendo
" Ma come.. noi stiamo facendo tanto .... e tu...."

Ho sentito ancora una sensazione..
" Ed io.....pensi che non voglia sopratutto io quello che state facendo... ? "

La cosa strana è che andai a letto sereno..

La mattina dopo.. la mia fidanzata mi ha detto di essersi svegliata
verso le sei.. incredibile ... e come in trance... andò diritta diritta in un
posto che non si aspettava mai......

quegli orecchini erano li...............


Franco

domenica 26 ottobre 2008

Da Albatros





Giungeva dalle nevi alte

ove ogni cespuglio intirizzito si stringe

e nel gelo solo le aquile al vento spiegano le ali
Giungeva leggera...
Aveva ancora neve fra le piume mattini d'azzurro

nei suoi occhi e nel cuore aveva parole d'amore

trattenute nelle zampette sottili...
E quando qualcuno comprese

che erano forti però le sue ali...

mirò ed un ramo caduto dal cielo improvviso

si frappose deviando quel tiro
Quella colomba bianca finalmente capì...
E sentì le Sue mani immacolate stringerla...

accarezzarla...

poi lanciarla in volo...
Volò verso quelle nevi che aveva lasciato...

senza tema...

la paura che non sentì mai nel cuore...
Ritornò con un ramo di biancospino

spiccato dai rami
...profumava della terra

che riusciva a sorridere al sole...
Ti abbiamo guardato bianca colomba

quando stanca anche la brezza ti piegava le ali...
... eravamo tutti lì nella tua sera...
Avevamo stelle negli occhi avevamo stelle per te....

trattenute a malappena
E quando all'orizzonte tu...

tu già più non c'eri...
un silenzio d'infinite stelle ascoltammo

e verso le Sue mani

un battito d'ali passò leggero all'imbrunire...


... Alla bianca colomba che un anno fa

ci fece impazzire d'amore in una sera d'aprile...

ALBATROS




Il mio mondo di "Piccole parole"




A volte vado per lidi

cercando conchiglie

sparse sulla rena..
Non amo le madreperle che ogni giorno

puntualmente arrivano a riva..
Amo le conchiglie che sanno di sole...

che hanno immensità di mari..
Ne ho trovata una...

bellissima...

ridente fra la sabbia e il sale
La rigiro fra le dita

chiedendomi di quali azzurri lontani ha profumo...
Mi siedo sulla rena a riguardarla ancora...

era sepolta fra alghe

le ho scostate raccogliendola poi nelle mie mani
Ho il sole negli occhi c'è una limpida serenità

sui miei piedi nudi
... sono felice oggi sui miei lidi...

Albatros


A volte si crea un mondo di parole

per vivere nell'indifferenza della vita

quando ti tolgono questa possibilità...

per un pò ti senti smarrita...

il tuo piccolo cielo

quello che coloravi con i tuoi sogni

dove i desideri erano semplici...

Sto trasportando il mio piccolo mondo...

"piccole parole"...

che mi continuano a fare vivere.


Marina